Una regione che si visita per l'acqua
Dodici province, dieci milioni di persone, e cinque grandi laghi che assorbono quasi tutto il turismo all'aria aperta.
La Lombardia ha una fama che non aiuta chi la visita: fabbriche, autostrade, nebbia. Tutto vero per una parte della pianura, e completamente falso per l'altra metà della regione. A nord della via che unisce Milano a Brescia comincia una fascia di laghi e di montagne che va dal Ticino all'Adige, ed è li che si va in vacanza.

Tre fasce
In basso c'è la pianura, tagliata dai fiumi e dai navigli, con le città d'arte che nessuno si aspetta: Mantova, Cremona, Pavia, Lodi. In mezzo c'è la fascia collinare e dei laghi, dove sta la maggior parte dei campeggi. In alto ci sono le Alpi vere, con ghiacciai, parchi nazionali e valli che salgono fino al confine svizzero.
Dove stanno i campeggi
Il Garda ne ha più di tutti: la sponda bresciana, da Desenzano a Limone, è una fila quasi continua di strutture grandi, con piscina, spiaggia attrezzata e accesso all'acqua. Sul Maggiore e sul Como sono più piccoli, spesso ricavati a terrazze sul pendio. L'Iseo e l'Idro sono i più tranquilli. In Valtellina e in Valcamonica ci si ferma per camminare, e molti restano aperti d'inverno.
La Lombardia non si visita dalle autostrade. Si visita a trenta chilometri da lì.
Quello che dicono i lombardi a chi passa è basta
Come organizzarsi
Le distanze sono brevi e le strade sono buone, ma il traffico intorno a Milano è reale: si evita di attraversare la città e si passa largo. Da un campeggio del Garda si raggiungono Verona, Brescia e Mantova in meno di un'ora; da uno del Como si arriva a Milano in treno in quaranta minuti.
L'estate in pianura è calda e umida; sui laghi è più sopportabile, e in montagna la sera si sta bene. Ad agosto il Garda è pieno di tedeschi e olandesi, e conviene prenotare da mesi.