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Lombardia

Burro, riso e formaggi erborinati

La cucina lombarda è di pianura: si cuoce a lungo, si usa il burro invece dell'olio e il riso al posto della pasta.

Qui il confine con il resto d'Italia si sente a tavola. In pianura si coltiva riso da cinquecento anni, si alleva da sempre e il grasso di cucina è il burro: ne vengono piatti lunghi da fare e ricchi, molto diversi dal sud. In montagna è un'altra cucina ancora, di segale, grano saraceno e formaggi di malga.

Il riso

La Lomellina, fra Pavia e il Ticino, è una delle zone risicole più grandi d'Europa: d'estate è tutta specchi d'acqua. Il risotto alla milanese è giallo di zafferano e si fa con il midollo; a Mantova si fa con il pesce di lago o con la zucca; nel cremonese con le verdure. Il riso è anche il motivo per cui i campeggi della pianura sono pochi: la terra buona serve ad altro.

Il gorgonzola, che prende il nome da un paese alle porte di Milano

I formaggi

La Lombardia fa più formaggi Dop di qualunque altra regione: gorgonzola, taleggio, grana padano, bitto, valtellina casera, quartirolo, provolone. Il bitto e il casera si fanno in Valtellina e sono la base dei pizzoccheri, la pasta di grano saraceno con verza e patate che in montagna è il piatto di tutti i giorni.

Il resto

La cassoeula è il piatto d'inverno, di verza e maiale. I casoncelli bergamaschi e bresciani sono pasta ripiena con burro e pancetta. A Mantova si mangiano i tortelli di zucca, dolci e con la mostarda dentro. A Cremona la mostarda e il torrone. Il panettone è milanese e si trova tutto l'anno, anche se non si dovrebbe.

Da bere

La Franciacorta, fra Brescia e l'Iseo, fa lo spumante metodo classico più noto d'Italia. L'Oltrepò pavese fa rossi e bollicine in quantità. In Valtellina si coltiva il nebbiolo su terrazzamenti verticali: ne escono lo Sforzato, il Grumello, l'Inferno, vini di montagna con i nomi più inquietanti che ci siano.